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ComER
-Comitato Emergenza Rifiuti
Lettera Aperta
Al Commissario Straordinario per l’emergenza
rifiuti
Prefetto Gianni De Gennaro
Al G.I.P.
presso il Tribunale di Santa Maria C.V.
Oggetto: Discarica illegittima e
illegale di Lo Uttaro – diffida all’ulteriore
utilizzo.
La richiesta di dissequestro temporaneo della discarica
Lo Uttaro per verificare la possibilità di riutilizzarla
per lo sversamento di rifiuti presuppone, da parte
del Commissario Straordinario e della struttura
che con lui collabora, un totale disinteresse per la
tutela della salute delle 200.000 persone che vivono
nei dintorni, già messa seriamente in pericolo
dai precedenti provvedimenti illegittimi dei Commissari
che l’hanno preceduto, e l’assoluta ignoranza
delle vicende giudiziarie e legislative che hanno interessato
e che interessano quella discarica e che hanno portato
alla sua chiusura, il 20 novembre u.s., a mezzo di
due provvedimenti giudiziari della magistratura civile
e penale arrivati contemporaneamente a mettere la parola
fine sulla possibilità di utilizzare quell’invaso
per ulteriori attività di sversamento di rifiuti.
Né in alcun modo possono considerarsi operazioni
di messa in sicurezza quelle dirette, come si apprende
dagli organi di stampa, a riempire la discarica con
30.000 tonnellate di presunto FOS (che come è ormai
noto a tutti in Campania non viene prodotto da alcun
impianto di CDR e che altro non è se non rifiuto
tal quale tritato). Ed è per questo che
il Comitato Emergenza Rifiuti si è visto costretto,
come ha già fatto più volte con i predecessori
del Dott. De Gennaro, a scriver questa lettera con
la quale ricordare al Commissario brevemente i motivi
che impediscono di riaprire quella discarica e che
dovrebbero spingerlo a ricercare una volta per tutte
soluzioni tecnicamente idonee, legittime, legali e
non pericolose per la salute della popolazione. La
discarica di Lo Uttaro non va riaperta perché:
- nel raggio di un paio di chilometri dalla discarica
vivono 200.000 abitanti, è in costruzione
il nuovo policlinico della città di Caserta,
c’è un albergo a quattro stelle e il
nuovo centro direzionale della città;
- il Piano di Bonifica della Regione Campania approvato
con legge regionale pubblicata sul BUR Campania del
9 settembre 2005 ha inserito l’area Lo Uttaro
(comprensiva di quella della discarica ubicata nella
cava Mastropietro) tra “i siti di interesse
nazionale” da destinare esclusivamente ad operazioni
di messa in sicurezza e bonifica a causa dell’elevato
livello di inquinamento accertato nelle matrici ambientali
in ragione della presenza di un’enorme quantità di
rifiuti (di incerta origine e natura) stimabile attorno
ai 6 milioni di mc;
- l’art. 5 della legge n. 290/2006 impedisce
al Commissario straordinario di individuare “le
aree da destinare a siti di stoccaggio o discariche,
laddove già insistono altre discariche, siti
di stoccaggio o altri impianti in evidente stato
di saturazione” e che l’area
Lo Uttaro si caratterizza per la presenza di quattro
discariche, un sito di stoccaggio e uno di trasferenza
tutti in evidente stato di saturazione;
- la relazione tecnica depositata il 15 ottobre 2007
dal Prof. De Rosa, consulente d’ufficio del
Tribunale di Napoli, afferma che la discarica Lo
Uttaro “costituisce sin dagli anni ’90,
nel suo complesso, una fonte di rischio per la salute
pubblica” e che la “l’abbanco di ulteriori
quantità di rifiuto nell’invaso risulta
aggravare il già elevato grado di rischiosi
impatto cui sono soggette tutte le componenti
ambientali, compresa la salute pubblica, dell’ambito
territoriale limitrofo”. La medesima relazione
sottolinea che: “tutta la falda monitorata è inquinata” con
presenza di valori di carbonio organico “molto
superiori ai limiti stabiliti dalla legge” e
conclude affermando che “la scelta del sito
Lo Uttaro per la localizzazione della discarica per
rifiuti solidi, oltre a contravvenire ad indicazioni
normative e di merito espresse in più parti,
non risulta rispondere ai criteri in base ai quali
la scelta è stata giustificata”.
- il Sindaco di Caserta, in qualità di massima
autorità sanitaria del Comune, in conseguenza
della suddetta relazione tecnica e a tutela della
salute pubblica dei cittadini e dell’ambiente,
ha emanato in data 6 novembre 2007 un’ordinanza
di chiusura della detta discarica;
- il Tribunale Civile di Napoli ha definitivamente
accolto in data 13 novembre 2007 il ricorso
ex art .700 c.p.c. presentato dal Comitato Emergenza
Rifiuti confermando l’ordinanza di chiusura
della discarica Lo Uttaro emanata dal Giudice Fausta
Como del Tribunale di Napoli in data 19 luglio 2007
ritenendo sussistente e attuale il pericolo per la
salute pubblica derivante dall’individuazione
e utilizzo di un sito illegittimo, illegale, inquinato
e inquinante e sottolineando altresì che “l’immediata
esigenza di tutela dei ricorrenti ex art. 700 cpc
non ammette deroghe e che il sito in contestazione
non rappresenta affatto l’unica alternativa
praticabile emergendo invece dall’ampia documentazione
agli atti la possibilità concreta di procedere
a diverse individuazioni, in ambito provinciale,
nel rispetto delle normative vigenti e con l’adozione
delle regole tecniche e di sicurezza del settore” .
- il giudice per le indagini preliminari di Santa
Maria Capua Vetere, a seguito di varie denunce del
Comitato Emergenza Rifiuti, ha messo sotto sequestro
la discarica e inviato 12 avvisi di garanzia ai responsabili
di questo disastro, indagati per reati vari tra i
quali anche quello di disastro ambientale;
- la Relazione del 19 dicembre 2007 della Commissione
Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti,
con riferimento specifico alla vicenda Lo Uttaro
riporta come essa sia “tristemente emblematica
di tale inefficienza collusiva (del Commissariato
Ndr). La circostanza, infatti, che l’Autorità Giudiziaria
abbia, sulla base degli stessi atti giacenti presso
gli uffici del Commissariato, ricostruito ed accertato
l’inadeguatezza ambientale del sito, è sintomo
desolante quanto in equivoco –se non del pieno
e diretto coinvolgimento nell’attività di
precostituzione della falsa rappresentazione della
realtà, cosa che spetterà alla magistratura
accertare- quanto meno dell’incapacità della
struttura commissariale a leggere le proprie stesse
carte.” E in più che “il quadro
delle inefficienze deve registrare anche l’inescusabile
ritardo con cui l’ARPA Campania – secondo
quanto emerso nel corso della medesima indagine – è intervenuta
a segnalare le criticità ambientali legate
all’utilizzo del sito, con ciò venendo
meno alla propria funzione di controllo tecnico neutrale,
indispensabile presidio di trasparenza per le scelte
della pubblica amministrazione”.
- Secondo la Commissione “la vicenda di Lo
Uttaro pone, inoltre, un ulteriore questione, che
attiene alla dinamica dei rapporti fra organi che,
pur appartenendo a poteri diversi, devono ritenersi
accomunati dalla medesima superiore finalità,
la tutela del bene comune. Nel caso in questione,
infatti, secondo la Commissione è: “mancato
del tutto ogni raccordo informativo che impedisse
al legislatore di adottare decisioni fondate su presupposti
contrari al vero; e ciò ancor più ove
la falsità di tali presupposti fosse risultata
ben evidente all’apparato investigativo e giudiziario.” E
che: “non vi è dubbio che il venir meno
dell’affidabilità degli organi di valutazione
e controllo, necessaria per dare autorevolezza tecnico-scientifica
agli interventi legislativi e di amministrazione
attiva, introduce una pericolosa divaricazione all’interno
delle istituzioni. Con effetti tanto più devastanti
ove si constati che scelte legislative, così invasive
per le comunità locali, sono intervenute a
valle di procedimenti viziati da false rappresentazioni
della realtà indotte proprio da quegli organi
cui è affidato il compito di veicolare una
descrizione dei fatti immune da ogni contraffazione.”
- la suddetta Commissione Parlamentare, con riferimento
ai criteri da utilizzare nella scelta delle discariche
da realizzare sul territorio della Campania afferma
che “Il tema delle discariche – è bene
sottolinearlo – deve essere affrontato in stretta
connessione con il programma delle bonifiche, che
va realizzato in tempi certi e con il coinvolgimento
di comunità locali e rappresentanti delle
imprese, al fine di rendere immediatamente percepibile
la trasformazione in occasioni di sviluppo delle
strutture poste a servizio del ciclo industriale
integrato dei rifiuti. L’apertura di nuove
discariche, in particolare, non deve essere più avvertita
come il frutto di scelte poco trasparenti e sprovviste
dei necessari studi tecnici. Il caso Lo Uttaro induce
questa Commissione a suggerire la necessità di
prevedere l’intervento di un organo di valutazione
tecnica esterno e distinto rispetto all’amministrazione
attiva, in grado di compiere, entro tempi predefiniti,
una valutazione di adeguatezza ambientale del sito,
di imporre le necessarie prescrizioni per l’utilizzazione
e, soprattutto, di vigilarne tempestivamente il puntuale
adempimento. In tale prospettiva, potrebbe apparire
utile il coinvolgimento di strutture già ampiamente
affidabili, che abbiano davvero caratteristiche di
terzietà, con il supporto scientifico di qualificati
rappresentanti della migliore ricerca tecnologica
ed universitaria.
- nel caso della vicenda Lo Uttaro non solo non si è mai
proceduto ad attuare le bonifiche richieste dalla
Commissione parlamentare d’Inchiesta, come
condizione preliminare per l’individuazione
dei siti da destinare a discarica, e previste dal
citato Piano regionale di bonifica ma neppure le
operazioni di rimozione dei rifiuti giacenti nei
siti di stoccaggio e trasferenza contigui all’area
della discarica così come da impegni sottoscritti
nel Protocollo d’Intesa dell’11 Novembre
2006 dal Commissario straordinario Bertolaso,
dal Sindaco di Caserta Petteruti e dal Presidente
della Provincia De Franciscis;
- il disastro ambientale della zona è stato
ancor più aggravato dalla decisione del Comune
di Caserta di realizzare in un capannone dell’area
Ex UCAR Carbon, sito a poche centinaia di metri dall’area
di Lo Uttaro, di un sito di stoccaggio per i rifiuti
della città di Caserta attrezzato in tutta
fretta presumibilmente in contrasto con le stesse
prescrizioni ARPAC e che attualmente ospita almeno
un migliaio di tonnellate di rifiuti tal quali;
- l’abbancamento di ulteriori quantità di
rifiuti nel sito in questione costituisce un serio
pericolo per l’accertamento delle responsabilità penali
collegate all’indagine giudiziaria in corso
che vede indagate 12 persone tra tecnici e dirigenti
degli enti responsabili della individuazione, realizzazione,
gestione e controllo della discarica Lo Uttaro;
- l’abbancamento di consistenti quantità,
circa 30.000 tonnellate, di Frazione Organica (che
come già detto non è stabilizzata)
non costituisce in alcun modo attività di
messa in sicurezza della discarica;
PER TUTTI QUESTI MOTIVI CHIEDIAMO
Al Commissario Straordinario
- di astenersi dall’utilizzare la discarica
illegale, illegittima e pericolosa di Lo Uttaro per
lo sversamento di ulteriori quantità di rifiuti
che andrebbero ad aggravare ulteriormente il già critico
quadro ambientale e sanitario della zona con effetti
rilevanti su tutte le componenti ambientali, compresa
la salute pubblica;
- di provvedere immediatamente ad una reale messa
in sicurezza e bonifica dell’intera area nel
rispetto delle disposizioni di legge in materia o
di ordinare agli enti competenti di procedere immediatamente
ad effettuare tali operazioni;
- di rendere pubblica la documentazione relativa
ai sopralluoghi e alle analisi effettuate in questi
giorni sul sito di Lo Uttaro per permettere a tutti
i cittadini di poterne verificare l’esito;
Al Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale
di Santa Maria Capua Vetere
- di revocare il provvedimento di dissequestro temporaneo
del sito al fine di scongiurare la possibilità di
modifica dello stato dei luoghi che potrebbe impedire
l’accertamento delle responsabilità e
allo stesso tempo di non rilasciare provvedimenti
di dissequestro della discarica ai fini del suo utilizzo
per lo sversamento dei rifiuti onde evitare di peggiorare
la situazione di grave inquinamento già presente;
Il Comitato si riserva di agire in giudizio
per ottenere il risarcimento dei danni subiti e subendi
e di porre in essere tutte le azioni necessarie per
tutelare la salute pubblica.
IL
COMITATO EMERGENZA RIFIUTI
Aderenti e sottoscrittori.
Comitato Mamme e Famiglie di Marcianise, Terra Nostra,
Comitato Cittadini Casertani, Comitato di Centurano,
Comitato Foro Boario-Maddaloni., A.G.E.S.C.I. –Caserta,
Coordinamento Associazioni Casertane, Comitato acqua
pubblica –Caserta, Comitato Contro la piattaforma
di Pignataro Maggiore , Lipu-Campania, Legambiente-Caserta
ComER
- Comitato Emergenza Rifiuti - San Nicola la Strada
(Caserta)
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